Hey you, guy! Brush!

24 04 2009

Ecco una demoin flash di uno dei possibili effetti che possiamo ottenere con un po’ di color tracking e un pizzico di blur motion! Basta cliccare su un punto dell’inquadratura per iniziare a trackare il colore.





Verba Manent

19 03 2009

Ho avuto oggi il piacere di assistere ad una lezione del Social Media Lab tenutosi presso l’Università IULM di Milano. A parlare era il dott. Davide Bennato, persona sinceramente squisita (chi sono io per dirlo? nessuno, ma finchè si fanno complimenti non si arrabbia nessuno, spero..).
Il suo discorso è stato in realtà per me spunto per una riflessione. Il docente infatti ha usato l’ossimorica locuzione Verba Manent descrivendo le dinamiche di profile tracking sottese alla rete nei moderni social network.
La lezione, interessante, è disponibile su slideshare o a breve consultabile dal sito del SML.

Prescindendo da tutte le banalità che sentiamo oggigiorno sul tema della privacy, la tematica è sicuramente ricca.
Il processo comunicativo è oggi tanto celere quanto l’evoluzione tecnologica e spezzando una lancia a favore del web, sento di dover dire che la futilità di cui spesso il mezzo internet è tacciato è dovuta prevalentemente ad una scarsa se non nulla conoscenza delle dinamiche di negoziazione dei significati ad esso relative.
Ciò che intendo è in realtà alquanto palese, esiste, a mio vedere, un quanto mai intenso ritorno alla scrittura.

Oggi come non mai giovani e meno giovani sono costantemente invasi dalla comunicazione testuale; curioso che ciò avvenga nell’era dell’immagine.
Il testo oggi è elemento inscindibile dal quotidiano di quasi ogni persona del globo e, se pur vero che un’immagine vale più di mille parole, anche parlando di immagini non è poi così sottile pensare che sono anch’esse sempre più spesso frutto di testualità.

La “rivoluzione testuale”, giusto perchè tutti inventano neo-locuzioni e non capisco perchè io non possa farlo, sta semplicemente avvenendo su differenti layer, spesso latenti.
Il codice posto alle radici dei processi Jakobsoniani, è oggi declinato in differenti momenti ma in pochi, forse anche a ragione, sembrano occuparsene… o pre-occuparsene.

Html, Xml, Css, Flash Actionscript sono tutti linguaggi prettamente testuali e, nel tempo del “software” <!– Thank you Manovich –> a ben vedere lo user generated content di cui tanto si parla è gestito, o meglio organizzato, da un momento paratestuale estremamente profondo. Ciò che scrivo adesso è in primis una sequenza di numeri, e in un layer successivo una serie di lettere, parole.. Scritte, organizzate da Tag, incapsulate in div. L’attribuzione del valore semantico non avviene solamente grazie o a causa mia, è inscindibile dal contesto di codifica all’interno del quale scrivo.

In una certa accezione allora forse non è folle dire che l’elemento importato dal verba nella comunicazione odierna è proprio il contesto.  Riflessione sterile? Beh.. forse si, ma se il Knowledge management, il Management, il marketing, il freelancer pubblicitario, il comunicatore blogger, l’e-teacher del nuovo mondo non si rende conto di questo forse qualche problema in futuro ce l’avremo.
La trasmissibilità della cultura ha attualmente a disposizione alcuni incompleti strumenti il cui funzionamento, reale funzionamento, è chiaro solo a pochi eletti : democrazia del web.

Le prospettive possibili sono due, la mia posizione è bene o male a metà tra le due… ma tifo per la prima:

La crescente userfriendliness porterà ad un innalzamento medio delle competenze di base riguardo gli strumenti e la grammatica del web, diminuendo il digital divide intragenerazionale.

Oppure..

L’analfabetismo informatico del ragazzino che non sentirà più, a breve, la necessità di imparare quattro righe di html se vuole scrivere sul web. Se già oggi il problema principale di un manager è quello di interfacciarsi con un tecnico come potrà farlo domani, quando ogni singolo elemento del web sarà disponibile e semplicemente funzionerà?
Il trend esiste, chi lo comprende, domina : Apple.

Insomma .. UserFriendliness = “qualcuno ha già fatto il lavoro sporco al posto tuo”, l’importante è saperlo.

Alessandro





Platone chi ?

19 03 2009

Questo post non vuol dire nulla, davvero! è solo un primo post, un incipit, un flusso di coscienza perchè tanto qualunque inizio sarebbe stato scontato.. di cosa parliamo in questo blog?

Cultura, augmented reality, filosofia, ricerca? Facciamo che parto da una domanda, poi ci divago su dicendo le prime cose che mi vengono in mente, non sarà interessante ma tanto il primo post non lo legge mai nessuno.

il mondo del web invade il mondo reale ? si.

l’ha già invaso, qualcuno vorrà fuggire ai ripari, altri , come il sottoscritto, erano stufi d’aspettare che ciò accadesse. Cosa abbiamo fatto noi in questo lungo periodo? abbiamo lavorato da tecnici, fatto gavetta insomma, siti web e cose del genere, roba da coder. Almeno ci abbiamo provato ad agire in qualche modo tentando di aggiungere un paio di comodi layer al reale… <!–  Platone se la sta ridendo, ne sono certo. –>

Platone, bello Platone.. utile Platone.. davvero?? eh.. già.

Pochi giorni fa una mia collega parlando di metafisica dei popcorn, lei che è una vera manager, quasi una futurologa, è riuscita in tutta serenità a dirmi che a lei, sinceramente, di Platone gliene frega poco e nulla!
Giusto, ho detto io, d’altra parte Matrix non c’entra nulla col mito della caverna.
Inneggiandomi ragione, aggiunse che inoltre non le interessa neppure la letteratura, perchè tanto lei, un giorno, lavorerà per la televisione.

Posto che ciò è illuminante riguardo molte cose che già si sanno sulla condizione dei luoghi della cultura odierni, scrivo qui, solennemente, che nei prossimi post non eviterò di nominare personcine un po’ più acculturate di Vasco, magari nominerò qualcuno con una laura, come lui, e me d’altra parte..

Alla prossima.

Alessandro